La semistagna possiede dei vantaggi rispetto alla stagna anche se piu' limitati.
I vantaggi fondamentali sono che e' termicamente piu' calda
della muta umida e quindi permette di avere meno problemi con acque fredde o con lunghe permanenze in acqua.
I vantaggi di questo si possono tradurre in minori problemi di crampi, di affaticamenti, etc. etc. quindi puo' migliorare
l'immersione sportiva e il divertimento ad essa connessa.
Taluni lamentano che la cerniera stagna (elemento costoso della muta semi-stagna), che tali modelli hanno (di solito
sul dorso), tenda ad irrigidire la schiena, ad essere fastidiosa con la
bombola, ma il giudizio e' soggettivo. Opinione diffusa invece e' che sia
una muta assolutamente non adatta (quanto a vestibilita', forma, etc.) alla
attivita' di apnea, ad esempio legata alla pesca sub.
La muta stagna é sempre stata considerata uno strumento per immersioni
tecniche o professionali o per quei sub disposti a spendere qualcosa in più
di una normale muta umida in cambio di uscire dall'acqua asciutti.
La maggioranza degli utilizzatori di mute stagne erano i cosiddetti
"professionisti subacquei", cioè quelle persone che si immergevano e si
immergono tutt'oggi per lavoro, nei cantieri e piattaforme subacquee, lavori
portuali ed altre attività di questo genere.
In questi ultimi anni le aziende subacquee hanno cercato di migliorare la
tenuta termica delle normali mute, tuttavia il problema "asciutto" rimane;
per questo ultimamente la diffusione delle mute stagne per uso sportivo è in
aumento, i prezzi sono sempre più accessibili, e quasi tutti i negozi e le
scuole propongo corsi mute stagne a prezzi ragionevoli ed in tempi brevi.
Innanzitutto sfatiamo subito il mito della muta stagna come indumento
pericoloso.
Spesso si sentono voci di subacquei rivolti a testa in giù con
l'aria negli stivali, perdere le pinne e fare la classica "pallonata",
niente di più falso.
Dopo avere seguito un corso adeguato di muta stagna, ed avere fatto un
numero di immersioni adeguate, indossare una muta stagna è come indossare
una normale muta umida, con qualche accorgimento in più.
Se si dovesse capovolgere, basta effettuare una semplice operazione si
ritorna nel normale assetto, operazione molto più semplice che svuotare una
maschera.
Vediamo da vicino cose la muta stagna.
Si tratta di una muta che impedisce completamente l'ingresso dell'acqua a
riesce a mantenere il volume costante grazie alla possibilità di immettere
aria all'interno, compensando la pressione dell'acqua durante la discesa.
Materiali e caratteristiche
Le stagne si dividono in cinque grandi categorie, Neoprene, Gommato,
Trilaminato, Poliuretano, e Neoprene (Ipe/Pre compresso, cellule rotte
Crushed....)
Di Neoprene classico da 7mm, cioe' il neoprene con il quale producono le
mute umide e semistagne, ce ne sono vari tipi, Yamamoto, Sheiko, con
termoriflettente, plsuh, titanio e mille altri, ma tutti si comportano allo
stesso modo, cioè si riduce di spessore con la pressione.
I vantaggi
principali sono la morbidezza e la ottima vestibilita', tengono molto caldo,
ma non in profondita', non necessitano di sottomuta di grosso spessore.
Gli
svantaggi sono sicuramente che il neoprene perde le sue caratteristiche con
l'aumentare della pressione, quindi piu' si scende e meno tiene caldo,
necessita di tanta zavorra, ed una volta in profondita' si diventa molto
negativi, inoltre una volta finita l'immersione ci mette molto ad
asciugarsi.
Se una muta e' fatta bene tengono sia cuciture che incollaggi.
Una buona cucitura non deve essere passante, ed all'interno deve essere
nastrata o meglio ancora incollata con dei collanti tipo aquasure elastici.
Il tessuto gommato (vedi Viking), sono molto robuste, anche se dipende molto
dallo spessore e dal tipo della gomma ci sono dei modelli economici poco
resistenti ed altri di maggiore spessore molto piu' robusti, ma anche piu'
rigidi, pesanti e meno elastici, quasi tutte sono molto facili da riparare,
durano nel tempo e richiedono poca manutenzione.
Per avere qualcosa di buono
si sale di prezzo e non si ha una buona vestibilita', visto la pesantezza
del materiale necessitano di un sottomuta.
Il Trilaminiato e' un tessuto formato solitamente da due fogli di nylon ed
all'interno viene inserita una gomma butilica, che rende il tutto
impermeabile, ci sono vari spessori di trilaminato vanno intorno ai 300
grammi su metroquadro in su.
Sono mute molto resistenti, ma per niente
elastiche, sono molto leggere, ottimo prezzo, ma difficolta' nelle
riparazioni.
Necessitano di un sottomuta.
Il Poliuretano e' stato studiato per ovviare alla rigidita' e pesantezza
della gomma ed alla poca elasticita' del trilaminato.
Ha un procedimento di
assemblaggio abbastanza complesso, viene saldato ad alte frequenze, sistema
che personalmente non conosco molto bene quindi non mi pronuncio, anche se
ci sono pareri molto contrastanti sulla durata nel tempo di questo tipo di
saldature.
Se qualcuno ha qualche esperienza in merito mi faccia sapere.
Necessitano di un sottomuta.
Il Neoprene pre, ipercompresso, o a cellule rotte, si tratta di un neoprene
nel quale le celle d'aria sono ridotte al minimo, quasi inesistenti, poi sul
foglio di neoprene viene inserita una fodera in nylon, chiamata armatek che
rende il tutto robustissimo.
I vantaggi principali del neoprene sono
inanzitutto un ottima vestibilita', la muta si presenta molto elastica,
robusta e resitente alle abrasioni.
Ha inoltre una buona tenuta termica se
paragonata ad una di tessuto.
Le mute stagne costruite con questo materiale
sono pero' abbastanza costose e relativamente pesanti.
Il neoprene
precompresso viene cucito con cuciture non passanti ed incollato con una
nastratura elastica all'interno.
Ultimamente sono uscite anche nuove mute
oltre alla solita DUI e Mobby's, con le quali si ragiona sui prezzi
mantenendo sempre alta la qualita'.
NOTA: ci sarebbe da dilungarsi ancora molto sulle valvole (APEKS o SI-TECH?) sulle cerniere (BDM, TALON DYNAT), sui polsini e collo meglio in lattice o
neoprene, calzari in neoprene o tipo stivale, sicuramente
il vostro istruttore di corso muta stagna vi sapra' aiutare.
I vantaggi della muta stagna
Ormai abbiamo capito che il vantaggio principale di una stagna è di rimanere
asciutti.
Vediamo quale altro vantaggio la muta stagna offre rispetto alla
tradizionale muta umida.
Innanzitutto con la muta stagna ci si veste e ci sveste in maniera molto più
semplice e veloce, altro particolare da tenere presente è per chi fa due
immersioni consecutive nella stessa giornata.
La muta umida sarà ancora bagnata al momento di vestirsi per fare la seconda
immersione, mentre la stagna in tessuto dopo circa 10 minuti sarà gai
asciutta.
Di solito uno dei motivi per cui si interrompe l'immersione e il
freddo, con la stagna non si ha nessun tipo di stress da temperatura bassa,
l'immersione si svolge in maniera tranquilla e asciutta.
Vediamo infine gli ultimi aspetti interessanti della muta stagna forse
secondari ma che è giusto tenere presente.
Spesso capita che il momento più
fastidioso è quando si è costretti a togliere la muta umida per asciugarsi e
rivestirsi, magari con condizioni atmosferiche non eccezionali.
Con la muta stagna si parte da casa con un adeguato sottomuta in pile o
Thinsulate, si arriva sul punto d'immersione e ci si infila la muta stagna.
Al termine dell'immersione ci si sfila la stagna e si può benissimo tenere
l'orsetto o il sottomuta addosso.
Tralasciando gli indumenti arrangiati ed abiti di fortuna, i sottomuta si
dividono in tre grandi categorie.
La soluzione più classica e più comoda è
quella di indossare una tuta in pile.
Il pile è un materiale sintetico con
un ottima coibenza termica, che non ostacola i movimenti.
Purtroppo
trattiene la traspirazione corporea in minuscole goccioline che alla lunga
generano una spiacevole sensazione di freddo, durante l'immersione ed al
momento della svestizione.
Inoltre non protegge dal vento in superficie.
Altro svantaggio dei sottomuta in pile è il seguente, si impregnano d'acqua.
Nel caso si dovesse forare la muta o non si chiudesse bene la cerniera
stagna, ci si ritrova con il sottomuta inzuppato d'acqua.
Altri tipo di sottomuta sono quelle a cellule aperte in PVC, questi lasciano
traspirare la pelle, ma anch'essi non proteggono dal vento in superficie.
Per finire ci sono i nuovi ed efficaci sottomuta in Thinsulate, materiale
che assicura un notevole isolamento termico, garantendo traspirazione, e un
assorbimento di liquidi 10 volte inferiore ad un sottomuta in pile.